{"id":572,"date":"2026-04-02T00:07:17","date_gmt":"2026-04-01T21:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/historiasdel.site\/?p=572"},"modified":"2026-04-02T00:07:17","modified_gmt":"2026-04-01T21:07:17","slug":"in-classe-ho-visto-mio-figlio-cancellare-una-scritta-dal-suo-banco-quello-che-ho-fatto-dopo-ha-cambiato-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/historiasdel.site\/?p=572","title":{"rendered":"In classe ho visto mio figlio cancellare una scritta dal suo banco\u2026 quello che ho fatto dopo ha cambiato tutto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>NESSUNO \u00c8 UN ESTRANEO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ho scoperto per caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella mattina non sarei nemmeno dovuto passare dalla scuola media. Ero gi\u00e0 in macchina, diretto in commissariato, quando dalla radio di servizio dissero che il briefing era stato spostato di un\u2019ora. Non succedeva quasi mai. Poi abbassai lo sguardo e vidi il quaderno blu di matematica di Elia sul sedile del passeggero, proprio dove l\u2019aveva lasciato dopo colazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensai che sarei entrato, l\u2019avrei lasciato in segreteria, e in cinque minuti sarei stato di nuovo fuori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La donna al banco mi riconobbe e mi fece cenno di passare. Anche il collaboratore scolastico all\u2019ingresso mi riconobbe. Una divisa della polizia, la mattina, tende a far smettere alla gente di fare domande, anche quando sei soltanto un padre che riporta un quaderno dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Salii le scale fino al secondo piano e percorsi il corridoio verso la classe di Elia. Era il pieno della prima ora, quindi tutto aveva quel silenzio ovattato tipico delle scuole in funzione\u2014insegnanti che parlano dietro porte chiuse, sedie che si spostano, il ronzio dei neon sopra la testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La porta dell\u2019aula era socchiusa di pochi centimetri. Ricordo di aver pensato che il professor Bianchi dovesse essere uscito un attimo. Insegnava matematica. Un uomo magro, sui quaranta, sempre in camicia, sempre con gli occhiali un po\u2019 scivolati sul naso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alzai la mano per bussare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi vidi Elia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era al suo banco vicino alla finestra, piegato in avanti fino quasi ad appoggiare il viso sul piano. Stava strofinando il legno con una salvietta umida, con tanta forza da far tremare la spalla. Non stava pulendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stava cancellando.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era gi\u00e0 una salvietta appallottolata per terra. Lui ne prese un\u2019altra da una confezione nello zaino e continu\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che vidi cosa cercava di togliere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ESTRANEO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno l\u2019aveva scritto in cima al banco con un pennarello nero, a lettere grandi, pesanti, calcate. Non uno scarabocchio fatto per ridere. Qualcuno voleva che Elia lo vedesse. E voleva che lo vedessero anche gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ragazzino un paio di file dietro si pieg\u00f2 verso il compagno e disse, non proprio sottovoce: \u00abSi legge ancora.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno rise.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggior parte della classe rimase in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Faccio il poliziotto da abbastanza anni da sapere distinguere tra una stanza semplicemente tranquilla e una stanza in cui tutti sanno che \u00e8 appena successo qualcosa di brutto. Quella era del secondo tipo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pavimento scricchiol\u00f2. Alcuni ragazzi si voltarono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elia no. Continu\u00f2 a strofinare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abElia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sobbalz\u00f2 cos\u00ec forte che gli cadde la salvietta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando alz\u00f2 gli occhi e mi vide, tutto il suo viso cambi\u00f2. Non sollievo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Panico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPap\u00e0? Che ci fai qui?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHai lasciato il quaderno in macchina,\u00bb dissi, sollevandolo appena. \u00abPensavo di portartelo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui annu\u00ec troppo in fretta. \u00abOk.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi avvicinai e posai il quaderno sull\u2019angolo libero del banco accanto a lui. Poi mi accovacciai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da vicino vidi quanto avesse le dita arrossate. Le nocche sembravano vive di bruciore. E la cosa che mi colp\u00ec pi\u00f9 di tutte\u2014la cosa che mi colp\u00ec davvero\u2014fu quanto quell\u2019azione gli venisse naturale. Non stava reagendo come se fosse uno shock improvviso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembrava sapere perfettamente cosa fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella sensazione mi spavent\u00f2 pi\u00f9 della parola sul banco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbassai lo sguardo sul legno. \u00abChe \u00e8 successo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNiente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo disse subito. Automatico. Come se avesse gi\u00e0 usato quella risposta altre volte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abElia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tenne gli occhi bassi. \u00abVa tutto bene.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era una di quelle frasi che i bambini dicono quando \u00e8 evidentissimo che non va bene per niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli tolsi delicatamente la salvietta di mano. \u00abNon devi fare tutto da solo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mascella gli si irrigid\u00ec. Sembrava imbarazzato, ma sotto l\u2019imbarazzo c\u2019era paura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPap\u00e0,\u00bb disse piano. \u00abTi prego.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non aiutami.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ti prego, non peggiorare le cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo capii subito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec tenni la voce bassa. \u00abNon sono qui per metterti in imbarazzo. Mi serve solo la verit\u00e0. \u00c8 gi\u00e0 successo altre volte?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non rispose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ce n\u2019era bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho interrogato vittime, testimoni, sospettati, genitori distrutti, bambini terrorizzati, persone che tenevano insieme la loro vita con un filo. Il silenzio racconta molto, se sai ascoltarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in quel momento capii che per lui non era una novit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi mesi avevo notato piccoli cambiamenti. Aveva cominciato a chiedermi di lasciarlo all\u2019angolo invece che davanti al cancello. La domenica sera gli veniva sempre mal di pancia. A cena parlava sempre meno. Prima mi raccontava tutto\u2014le lezioni di scienze, i compagni a mensa, qualche battuta stupida sentita sull\u2019autobus, qualunque progetto lui e i suoi amici stessero provando a costruire in garage.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ultimamente, da lui arrivavano solo risposte di una parola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi ero raccontato che fosse l\u2019et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi ero raccontato che alle medie i ragazzi si chiudono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi ero raccontato che non tutto significa qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In piedi accanto a quel banco, capii che avevo sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi alzai e guardai la classe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un paio di ragazzi avevano facce colpevoli. Alcuni sembravano nervosi. Uno, in particolare, si sforzava troppo di sembrare rilassato. Una ragazzina in fondo aveva gli occhi inchiodati sul quaderno come se sperasse di scomparirci dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno diceva una parola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella fu la cosa che mi fece arrabbiare pi\u00f9 del pennarello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non una rabbia che urla. Non quella che ti fa perdere il controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella fredda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella che ti rende chiarissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andai fino alla lavagna, presi un pennarello cancellabile e scrissi in stampatello grande:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">QUI NESSUNO \u00c8 UN ESTRANEO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi mi voltai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIo sono il padre di Elia,\u00bb dissi. \u00abE voglio farvi una domanda.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno si mosse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChi di voi pensa che sia normale scrivere sul banco di un altro?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBene,\u00bb dissi. \u00abAllora chi ha visto chi l\u2019ha fatto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo una ventina di ragazzini improvvisamente affascinati dai propri banchi, dalle scarpe, dal muro, da qualsiasi cosa tranne me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lasciai che il silenzio restasse l\u00ec un secondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi dissi: \u00abQuando nessuno parla, chi fa una cosa crudele pu\u00f2 continuare a dire che era solo uno scherzo. \u00c8 cos\u00ec che certe cose continuano. Non perch\u00e9 tutti partecipano\u2014ma perch\u00e9 tutti decidono che stare zitti \u00e8 pi\u00f9 comodo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ragazzo in terza fila abbass\u00f2 gli occhi nel momento esatto in cui lo guardai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo vidi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vidi lui. Vidi tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro di me, Elia aveva smesso di strofinare, ma la parola era ancora l\u00ec, in una traccia grigio-nera sul banco. Era questa la cosa dei pennarelli. Anche quando ne cancelli quasi tutto, qualcosa resta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel momento rientr\u00f2 il professor Bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ferm\u00f2 di colpo appena mi vide davanti alla classe. Poi not\u00f2 la scritta sulla lavagna. Poi Elia. Poi il banco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era un uomo magro, tutto gomiti e spalle, con occhiali rettangolari e quella faccia stanca che gli insegnanti si portano addosso a met\u00e0 anno scolastico. Il colore gli spar\u00ec dal viso in due secondi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIspettore Conti,\u00bb disse. \u00abChe cosa succede?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Feci un cenno verso il banco di Elia. \u00abMio figlio stava cercando di cancellare questa scritta con le mani, fino a spellarsele.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il professor Bianchi fiss\u00f2 il legno. \u00abIo\u2026 non lo sapevo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli credetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo non significava assolverlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPu\u00f2 anche non averlo saputo,\u00bb dissi, \u00abma non \u00e8 la stessa cosa che dire che non stava succedendo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ingoi\u00f2 a vuoto e si avvicin\u00f2. \u00abOddio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMi serve una foto di quel banco,\u00bb dissi. \u00abMi serve la dirigente oggi. Mi serve la psicologa oggi. E mi serve che i genitori vengano chiamati prima che questi ragazzi escano da scuola. Non domani. Non questa settimana. Oggi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui annu\u00ec subito. \u00abS\u00ec. Certo. Chiamo la segreteria immediatamente.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei ragazzi si mosse sulla sedia. Stavolta non rise nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi accovacciai di nuovo accanto a Elia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abEhi,\u00bb dissi. \u00abGuardami.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui scosse la testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspettai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo qualche secondo alz\u00f2 gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E fu l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu tutto l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si mise a piangere, seduto al suo banco. Non forte, non in modo teatrale. Ma all\u2019improvviso, con quella violenza silenziosa di chi ha trattenuto troppo a lungo. Si asciug\u00f2 il viso con la manica, imbarazzato, e quello rese tutta la scena ancora pi\u00f9 dolorosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCi sto provando,\u00bb disse. \u00abCi sto provando a essere normale.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella frase quasi mi spezz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo abbracciai e me lo tirai vicino. Non troppo forte. Solo abbastanza perch\u00e9 sapesse che ce l\u2019avevo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTu sei normale,\u00bb gli dissi piano. \u00abQuello che ti stanno facendo non lo \u00e8.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aula era muta. Non credo che qualcuno si sia mosso nemmeno sulla sedia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimasi cos\u00ec un momento, finch\u00e9 il suo respiro non rallent\u00f2 un poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi mi alzai e guardai il professor Bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer oggi lo porto via io.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec,\u00bb disse lui. La voce gli tremava. \u00abCerto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva gi\u00e0 il telefono in mano. Le dita gli tremavano un poco mentre fotografava il banco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Presi il quaderno di Elia e lo posai sopra lo zaino. Poi mi rivolsi alla classe un\u2019ultima volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abUna persona umiliata non \u00e8 una cosa piccola,\u00bb dissi. \u00abE fingere di non aver visto non vi rende innocenti. Ricordatevelo domani.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi appoggiai la mano sulla schiena di Elia e lo accompagnai fuori dall\u2019aula.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno prov\u00f2 a fermarci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corridoio i rumori normali della scuola tornarono tutti insieme\u2014il ronzio dei neon, gli armadietti che sbattevano, una professoressa che parlava da qualche parte poco pi\u00f9 avanti. Elia continuava a passarsi la manica sul viso, come se fosse pi\u00f9 sconvolto dal fatto di aver pianto davanti a tutti che da ci\u00f2 che l\u2019aveva fatto piangere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rallentai il passo fino a camminargli accanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo alcuni secondi disse: \u00abNon volevo farti arrabbiare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi fermai vicino alla vetrina dei trofei e mi abbassai fino alla sua altezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTu non mi hai fatto arrabbiare,\u00bb dissi. \u00abMi hai detto la verit\u00e0. \u00c8 diverso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lui guard\u00f2 altrove. \u00abPensavo che se li ignoravo si sarebbero stancati.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello mi fece male da sentire proprio perch\u00e9 aveva perfettamente senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec,\u00bb dissi. \u00abCapisco perch\u00e9 lo pensavi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa non si sono stancati.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo,\u00bb dissi. \u00abNon si sono stancati.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fece un respiro incerto. \u00abE se domani lo rifanno?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non risposi troppo in fretta. Non volevo dargli una di quelle rassicurazioni finte da adulto che i ragazzi sentono subito come bugie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec gli dissi la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAllora torno domani,\u00bb dissi. \u00abE se serve, torno anche il giorno dopo. Ma con questo modo qui di affrontarlo abbiamo finito. Non sei pi\u00f9 da solo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi guard\u00f2 a lungo, come se stesse cercando di capire se lo pensassi davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo pensavo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abIl tuo compito,\u00bb gli dissi, \u00ab\u00e8 andare a scuola, imparare, avere dodici anni, e occupare lo spazio che ti appartiene. Il mio \u00e8 fare in modo che gli adulti intorno a te facciano il loro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcosa nel suo viso si rilass\u00f2 appena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riprendemmo a camminare verso la segreteria. Io portavo il quaderno. Lui niente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine del corridoio allung\u00f2 una mano e prese la mia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La strinsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E per la prima volta da un po\u2019, smise di comportarsi come se il male che gli stavano facendo fosse niente. Smise di provare a nasconderlo, a comprimerlo, a cancellarlo prima che qualcuno lo vedesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si limit\u00f2 a camminarmi accanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E a lasciarlo essere vero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"NESSUNO \u00c8 UN ESTRANEO L\u2019ho scoperto per caso. Quella mattina non sarei nemmeno dovuto passare dalla scuola media. 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