{"id":453,"date":"2026-03-14T00:12:44","date_gmt":"2026-03-13T21:12:44","guid":{"rendered":"https:\/\/historiasdel.site\/?p=453"},"modified":"2026-03-14T00:12:44","modified_gmt":"2026-03-13T21:12:44","slug":"la-domestica-ha-fermato-il-funerale-della-miliardaria-e-ha-cercato-di-aprire-la-bara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/historiasdel.site\/?p=453","title":{"rendered":"La domestica ha fermato il funerale della miliardaria\u2026 e ha cercato di aprire la bara"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pioggia cominci\u00f2 a cadere prima che le auto dei De Santis arrivassero al Cimitero Monumentale di San Giusto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando i SUV neri si fermarono davanti all\u2019ingresso, gli ombrelli si erano gi\u00e0 aperti sulle tombe come petali scuri. Il baldacchino bianco, i gigli bianchi, le rose bianche\u2014tutto sembrava studiato per resistere alle telecamere. Persino la bara sembrava un marchio di famiglia: mogano lucido, maniglie d\u2019ottone, iniziali incise che brillavano sotto un cielo gonfio di lividi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su un cavalletto, accanto alla bara, Eleonora De Santis sorrideva da una fotografia troppo perfetta per essere vera\u2014luce morbida, capelli impeccabili, l\u2019espressione di una donna da copertina, non da lapide. Trentadue anni. Ridotta a un fermo immagine elegante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta Lanzi stava in fondo, compressa tra sconosciuti che non si spostavano per farle spazio. Il cappotto era troppo leggero, le scarpe gi\u00e0 intrise di fango. Nessuno le chiese perch\u00e9 una governante fosse l\u00ec. Nel mondo dei De Santis, il personale non era qualcosa da riconoscere in pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bara riposava sul congegno di sollevamento, sospesa sopra una fossa aperta. Le cinghie erano tese. Quando gli addetti iniziarono a girare la manovella, i meccanismi scricchiolarono e la cassa cominci\u00f2 lentamente a scendere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gola di Marta si chiuse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fece un passo avanti prima che la paura riuscisse a fermarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abFermi!\u00bb grid\u00f2. \u00abNon calatela\u2014apritela!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019onda di sconcerto attravers\u00f2 la folla. Le teste si voltarono. Pi\u00f9 di un telefono si alz\u00f2 sotto gli ombrelli, gi\u00e0 pronto a registrare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Davanti, accanto al sacerdote, stava Vittorio De Santis. Schiena dritta, completo impeccabile, il volto composto con quella disciplina che gli uomini potenti imparano a usare sia ai funerali che nelle sale del consiglio. Vittorio guidava il Gruppo De Santis\u2014trent\u2019anni di acquisizioni, silenzi ben pagati e avversari trasformati in filiali. Quel giorno recitava la parte del marito distrutto con la stessa freddezza con cui firmava un bilancio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una mano era posata sulla spalla di una ragazza adolescente\u2014Teresa, la sorella minore di Eleonora\u2014che guardava il rito con occhi persi, come se il corpo fosse l\u00ec ma il resto di lei si fosse gi\u00e0 allontanato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sacerdote si interruppe. Un addetto alla sicurezza mosse un passo verso Marta, diviso tra il protocollo e l\u2019imbarazzo. Attorno a lui, i sussurri si fecero pi\u00f9 taglienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMa quella \u00e8\u2026 una domestica?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChe cosa sta facendo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00ab\u00c8 impazzita?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta sollev\u00f2 il mento. La pioggia le colava sulle guance come lacrime a cui non poteva concedere il lusso di esistere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLei me l\u2019aveva detto,\u00bb disse, con la voce tremante ma abbastanza alta da attraversare il camposanto. \u00abEleonora mi aveva avvertita che sarebbe successo questo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre notti prima, Eleonora l\u2019aveva trovata in cucina, poco prima di mezzanotte. La luce al neon faceva sembrare il marmo e l\u2019acciaio color osso. Il frigorifero ronzava. Il resto della villa dormiva, ma Eleonora aveva il volto di chi sa di essere braccato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMarta,\u00bb aveva sussurrato, stringendo il bordo dell\u2019isola. \u00abSe sparisco, devi promettermi che\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta aveva pensato a una lite con il marito, a un ricatto, a uno di quei disastri eleganti dei ricchi che fanno molto rumore per poi sparire nel nulla. Ma le mani di Eleonora tremavano. Negli occhi c\u2019era una paura violacea, profonda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDiranno che \u00e8 stato un incidente,\u00bb aveva sussurrato. \u00abControlleranno tutto. Mi cancelleranno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSignora\u2014\u00bb aveva provato a dire Marta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eleonora le aveva afferrato il polso, troppo forte. \u00abTu conosci il corridoio del seminterrato. Hai la chiave della lavanderia. Se senti qualcosa, se vedi qualcosa\u2014non credere a quello che ti diranno. Non credere a nessuno. Nemmeno alla polizia. Soprattutto non alla polizia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva lanciato un\u2019occhiata verso il corridoio come se avesse sentito un passo che non c\u2019era. In quella casa, perfino il silenzio sembrava lavorare per qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi l\u2019aveva lasciata andare, come se si fosse spinta troppo oltre, e la Eleonora perfetta era tornata al suo posto\u2014spalle dritte, voce ferma, maschera richiusa. \u00abDimentica tutto quello che ti ho detto,\u00bb aveva aggiunto. E sembrava pi\u00f9 una minaccia rivolta a s\u00e9 stessa che a Marta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mattina seguente, prima ancora dell\u2019alba, l\u2019ufficio stampa di Vittorio aveva diffuso un comunicato: strada provinciale, pioggia, aquaplaning. Tragedia. Fatalit\u00e0. Fine della storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta l\u2019aveva letto sul telefono nella piccola stanza del personale, le dita intorpidite, mentre le parole le sembravano troppo ordinate per raccontare davvero una morte. Il certificato di decesso era comparso poche ore dopo. La villa dei De Santis era entrata in modalit\u00e0 blindata come prima di una grande operazione finanziaria: porte chiuse, voci basse, sicurezza raddoppiata nei corridoi posteriori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E un dettaglio continuava a graffiarle la mente: il corridoio del seminterrato. Eleonora l\u2019aveva nominato come se l\u00ec sotto ci fosse il centro di tutto. Come se fosse l\u2019unica parte della casa che Vittorio non mostrava mai a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il giorno dopo Marta era scesa a cambiare la biancheria, aveva trovato quel corridoio troppo pulito. Non pulito e basta\u2014ripulito. Come se qualcuno avesse cancellato un segno, una strisciata, una prova. Sulla porta del vecchio ripostiglio brillava un lucchetto nuovo, brillante, innaturale. La chiave della lavanderia entrava ancora\u2014appena. Eppure, da qualche parte, Marta sentiva occhi addosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando aveva chiamato la clinica indicata sui documenti, una segretaria le aveva risposto con gentilezza che non era autorizzata a parlare. Al commissariato di Montechiaro, Marta aveva dato il proprio nome e poi era stata lasciata ad aspettare in un corridoio abbastanza a lungo da capire che l\u2019attesa era la risposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che le si gel\u00f2 il sangue: la polizia non la stava ignorando per caso. Stava eseguendo ordini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo era venuta al funerale. Per questo era l\u00ec, sotto la pioggia, nel solo luogo in cui i De Santis non potevano controllare del tutto ogni sguardo: in mezzo alla gente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, nel cimitero, l\u2019addetto alla sicurezza la raggiunse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSignora,\u00bb disse a bassa voce, con fermezza, \u00abfaccia un passo indietro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChiedetevi perch\u00e9 \u00e8 chiusa!\u00bb ribatt\u00e9 Marta, indicando la bara. \u00abChiedetevi perch\u00e9 nessuno ha visto il corpo! Chiedetevi perch\u00e9 hanno avuto tutta questa fretta\u2014come se dovessero chiudere una pratica!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo sguardo di Teresa si mosse verso di lei\u2014prima shock, poi qualcosa che somigliava a un riconoscimento. La mano di Vittorio si strinse appena sulla sua spalla. Possessiva. Di controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPortatela via,\u00bb disse Vittorio, con la calma di chi firma una lettera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due uomini in cappotti scuri si mossero. Non addetti del cimitero. Sicurezza privata dei De Santis. Scarpe troppo pulite per quel fango. Nessun lutto negli occhi, nessuna sorpresa. Solo procedura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il battito di Marta le esplose nel collo. Se l\u2019avessero trascinata via in quel momento, Eleonora sarebbe scomparsa per sempre. Gli occhi le correrono intorno, frenetici, finch\u00e9 non si fermarono su qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vicino alla piattaforma di sollevamento, mezzo coperto da un telone, c\u2019era un grosso asse di sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta si lanci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il legno umido e pesante le sbatt\u00e9 nei palmi. \u00abApritela!\u00bb url\u00f2. \u00abNon potete seppellire una menzogna!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una guardia le afferr\u00f2 il gomito e scivol\u00f2 nel fango. Marta si liber\u00f2 e colp\u00ec il coperchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CRACK.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Troppo forte. Troppo violento per un cimitero. Il lucido si scheggi\u00f2. Gli ombrelli si mossero. Qualcuno, vicino alla navata, sussurr\u00f2: \u00abMadonna\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta colp\u00ec di nuovo, pi\u00f9 vicina alla giuntura. \u00abAprite!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei due uomini cerc\u00f2 di tirarla indietro, ma la confusione del pubblico li rallent\u00f2; nessuno voleva essere il primo a placcare una donna davanti alle telecamere, durante un funerale di famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo colpo cambi\u00f2 il suono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vuoto. Sordo. Sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta si immobilizz\u00f2 per mezzo secondo. Il volto del direttore delle pompe funebri si svuot\u00f2. Lui sapeva. O l\u2019aveva intuito. O era stato pagato per non fare domande.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta infil\u00f2 l\u2019asse nella fessura creata e si gett\u00f2 con tutto il peso del corpo. Una guardia le prese le spalle per tirarla via, ma in quel momento il pubblico esit\u00f2 abbastanza a lungo da darle qualche secondo in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il coperchio si sollev\u00f2 di pochi centimetri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una fessura scura. Aria morta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stomaco le croll\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon c\u2019\u00e8 niente,\u00bb rantol\u00f2. Poi, pi\u00f9 forte, perch\u00e9 la verit\u00e0 aveva bisogno di volume. \u00abNon c\u2019\u00e8 niente dentro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora trov\u00f2 finalmente tutta la voce che aveva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuesta bara \u00e8 vuota!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un battito di ciglia, la folla rimase zitta. La pioggia martellava il telo bianco. L\u2019unico movimento erano i telefoni che salivano pi\u00f9 in alto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi tutto esplose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Urla. Domande. Gente che spingeva. Teresa fece un suono strozzato e si aggrapp\u00f2 alla sedia pi\u00f9 vicina per non crollare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le mani tirarono il coperchio pi\u00f9 indietro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro non c\u2019era nessun corpo. Nessuna Eleonora. Solo tessuto accartocciato e sacchi di sabbia sistemati per simulare il peso\u2014una messinscena fredda, da reparto scenografia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno ebbe un conato. Qualcun altro rise una volta sola, un suono spezzato, come quando il cervello rifiuta la realt\u00e0. Una donna con un filo di perle lasci\u00f2 cadere il bouquet nel fango e non se ne accorse nemmeno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta, bloccata da due uomini, sent\u00ec una chiarezza tremante posarsi dentro di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva avuto ragione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quella chiarezza si trasform\u00f2 subito in terrore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se Eleonora non era l\u00ec\u2026 dov\u2019era?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vittorio fece un passo avanti e guard\u00f2 la bara aperta con l\u2019attenzione fredda di un uomo che vede crollare un piano. Il suo volto non si spezz\u00f2 in dolore. Si strinse in calcolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alz\u00f2 appena una mano\u2014niente di teatrale, solo quel tanto che bastava. I suoi uomini si mossero come un corpo unico, chiudendo angoli, spingendo indietro la folla, cercando di ricostruire una narrativa usando i corpi come muri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vittorio tir\u00f2 fuori il telefono e digit\u00f2 in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta riusc\u00ec a leggere lo schermo solo per un lampo, prima che lui lo inclinasse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piano B. Ora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sangue le si ghiacci\u00f2 nelle vene. Il Piano A era stato l\u2019incidente. Il Piano A era stato quel funerale. Il Piano B significava che Eleonora\u2014ovunque si trovasse\u2014era appena diventata urgente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le guardie trascinarono Marta via dalla fossa. La folla gridava di chiamare la polizia. Ormai tutti filmavano apertamente, la paura pi\u00f9 forte delle buone maniere. Il sacerdote era fermo sotto il baldacchino, le labbra che si muovevano senza voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dietro le composizioni di fiori, la sbatterono contro una berlina nera. Un uomo in completo scuro che lei non aveva mai visto si avvicin\u00f2\u2014volto inespressivo, professionale, la faccia di chi compare ai funerali solo se \u00e8 pagato per farlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHai rovinato la cerimonia,\u00bb disse piano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abL\u2019avete messa in scena voi,\u00bb sput\u00f2 lei, col fiato strappato. \u00abLei me l\u2019aveva detto\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo sorrise senza calore. \u00abTu non hai salvato nessuno. Hai solo ricordato a tutti che esistono cose che non ti \u00e8 concesso guardare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inclin\u00f2 la testa, come se stesse ascoltando un auricolare. \u00abPortatela.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panico la colp\u00ec in pieno. Marta infil\u00f2 la mano in tasca e tir\u00f2 fuori il telefono. Aveva avviato la registrazione nel momento in cui si era mossa dall\u2019ultima fila\u2014puro istinto, il bisogno animale di lasciare una prova se qualcosa le fosse successo. Se l\u2019avessero portata via, almeno il video avrebbe continuato a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la trascinavano verso il muro del cimitero, Marta si torse e grid\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTeresa!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ragazza barcoll\u00f2 in avanti nel caos, zuppa di pioggia, gli occhi selvatici fissi sulla bara aperta come se potesse ancora cominciare a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta articol\u00f2 tre parole senza voce, nel diluvio:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seminterrato. Lavanderia. Chiave.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi lanci\u00f2 il telefono verso i suoi piedi. Scivol\u00f2 sull\u2019erba bagnata e si ferm\u00f2 contro una scarpa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Teresa lo fiss\u00f2, tremando. La mano esit\u00f2, poi si chiuse attorno al telefono come se avesse paura che potesse sparire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La testa di Vittorio scatt\u00f2 di lato. Per la prima volta guard\u00f2 Marta in modo diretto\u2014freddo, personale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNon doveva parlare,\u00bb lo sent\u00ec dire, talmente piano che forse era destinato a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo in completo spinse Marta dietro il muro di pietra, dove la folla non poteva vedere. Lo sportello di un furgone si apr\u00ec davanti a loro, una bocca scura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta si divincol\u00f2 con tutto l\u2019istinto che aveva. Ma la forza di un sistema \u00e8 diversa dalla forza di una donna sola e disperata. La spinsero dentro e chiusero lo sportello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rombo del funerale si fece lontano\u2014sirene, forse, o forse solo urla che chiedevano aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marta appoggi\u00f2 la fronte al metallo gelido e si costrinse a respirare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una bara vuota non significava che Eleonora fosse morta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Significava che si trovava da un\u2019altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E che il Piano B era gi\u00e0 cominciato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La pioggia cominci\u00f2 a cadere prima che le auto dei De Santis arrivassero al Cimitero Monumentale di San Giusto. 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