{"id":432,"date":"2026-03-10T00:12:13","date_gmt":"2026-03-09T21:12:13","guid":{"rendered":"https:\/\/historiasdel.site\/?p=432"},"modified":"2026-03-10T00:12:13","modified_gmt":"2026-03-09T21:12:13","slug":"lha-licenziata-al-cancello-poi-i-suoi-figli-le-sono-corsi-dietro-gridando-mamma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/historiasdel.site\/?p=432","title":{"rendered":"L\u2019ha licenziata al cancello\u2026 poi i suoi figli le sono corsi dietro gridando: \u201cMamma!\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena Marini trascin\u00f2 la valigia oltre il cancello dei Morelli imponendo a s\u00e9 stessa di non voltarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sole di tarda mattina incendiava i colli di Roma Nord, facendo sembrare tutto lucido, costoso e senza piet\u00e0. Dietro di lei, il cancello aperto non aveva pi\u00f9 l\u2019aria di un ingresso. Sembrava uno scivolo d\u2019espulsione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abFuori,\u00bb disse Riccardo Morelli dai gradini d\u2019ingresso. \u00abE non tornare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua voce era calma, e proprio per questo feriva di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena tenne una mano stretta alla maniglia della valigia. Due anni in quella casa le avevano insegnato tutte le regole invisibili: dove poteva fermarsi, quando era il caso di sparire, come parlare senza sembrare una persona che pretendeva qualcosa. La gentilezza era tollerata solo se restava discreta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSignor Morelli,\u00bb disse con cautela, \u00abi bambini hanno avuto un incubo. Sono usciti in corridoio correndo. Li ho abbracciati. Tutto qui.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019espressione di Riccardo non si mosse. Camicia bianca impeccabile, maniche arrotolate, un orologio che da solo avrebbe coperto il suo affitto per un anno. \u00abIo non la pago per affezionarsi,\u00bb disse. \u00abHa superato il limite.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena sent\u00ec l\u2019amarezza risalirle in gola. Non aveva superato alcun limite. Aveva fatto quello che faceva da cento notti: due bambini piccoli al buio, scossi da un brutto sogno, che correvano verso l\u2019unica voce della casa che non suonasse mai tagliente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte prima era andata peggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matteo e No\u00e8 erano usciti dalla stanza scalzi, inciampando uno nell\u2019altro, sussurrando e piangendo che c\u2019era qualcuno nell\u2019armadio. Elena si era seduta sul pavimento del corridoio con entrambi addosso finch\u00e9 il loro respiro non si era calmato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che Riccardo era comparso in fondo al corridoio\u2014alto, immobile, gi\u00e0 freddo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vittoria era appena dietro di lui, in pigiama di seta, una mano posata con leggerezza sulla sua spalla come se quello fosse il suo posto naturale, pi\u00f9 di chiunque altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo non aveva chiesto cosa fosse successo. Aveva solo visto i suoi figli aggrappati alla divisa di Elena, il viso nascosto contro il suo collo, e qualcosa di duro gli era passato nello sguardo\u2014come se l\u2019affetto, in quella casa, fosse una risorsa da amministrare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abQuesta cosa finisce qui,\u00bb aveva detto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al mattino, quella frase si era trasformata in licenziamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019ingresso arriv\u00f2 il ticchettio di tacchi\u2014breve, impaziente, soddisfatto. Vittoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena non si volt\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardarla avrebbe reso tutto personale, e in quella casa il personale era sempre la cosa che finiva per punirti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abS\u00ec, signore,\u00bb disse, perch\u00e9 l\u2019abitudine corre pi\u00f9 veloce della dignit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trascin\u00f2 la valigia oltre il cancello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva fatto forse dieci passi quando un urlo squarci\u00f2 la quiete della strada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMISS ELENA!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena si ferm\u00f2 cos\u00ec di colpo che le ruote della valigia si bloccarono sul marciapiede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due bambini le stavano correndo incontro dall\u2019interno della villa\u2014scalzi, i capelli arruffati, il viso bagnato di lacrime. Le magliette erano tutte storte e mezze uscite dai pantaloni, come se si fossero divincolati con forza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E le loro mani\u2014<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano sporche di rosso. Striate. Fresche. Lucide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abOddio,\u00bb sussurr\u00f2 Elena, lasciando cadere la valigia. \u00abMatteo\u2014No\u00e8\u2014fermi!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le si schiantarono addosso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matteo, pi\u00f9 grande di cinque minuti e deciso a fare sempre il coraggioso anche quando aveva paura, le si strinse alla vita con entrambe le braccia. No\u00e8 la raggiunse un istante dopo, affondando il viso nel suo stomaco e singhiozzando cos\u00ec forte che tutto il corpo gli tremava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMamma,\u00bb riusc\u00ec a dire No\u00e8 a fatica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola cadde nel pieno della strada, alla luce del giorno, come qualcosa di proibito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gola di Elena si chiuse. Loro usavano quella parola solo sottovoce\u2014la notte, quando credevano che gli adulti non potessero sentirli. Non avrebbe mai dovuto esistere alla luce del sole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abRespirate,\u00bb disse, costringendo calma in ogni sillaba. \u00abDitemi cos\u2019\u00e8 successo. Di chi \u00e8 questo sangue?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No\u00e8 si strofin\u00f2 il viso con il dorso della mano, spalmando rosso anche sulla guancia. \u00abNon \u00e8 nostro,\u00bb ansim\u00f2. \u00abNon \u00e8 nostro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore di Elena sussult\u00f2. \u00abAllora di chi \u00e8?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matteo sollev\u00f2 la mano tremante. \u00abDi Rosa,\u00bb sussurr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La governante pi\u00f9 anziana che veniva part-time, quella che teneva biscotti nelle tasche del grembiule e chiamava i bambini \u201csignorini\u201d, anche quando erano appiccicosi, chiassosi e si arrampicavano dove non dovevano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena sent\u00ec il gelo salirle addosso. \u00abDov\u2019\u00e8 Rosa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ombra si mosse dietro i bambini, veloce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo Morelli attravers\u00f2 il cancello correndo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena non l\u2019aveva mai visto correre. Non negli articoli patinati. Non nelle riunioni. Non nella vita perfettamente controllata che indossava come un completo su misura. L\u2019urgenza apparteneva sempre agli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso invece aveva il colletto umido di sudore e gli occhi spogliati di tutta quella vernice di controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ferm\u00f2 di colpo, respirando forte, fissando i figli che si aggrappavano a Elena come all\u2019ultima cosa sicura rimasta al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abBambini,\u00bb disse con la voce tesa. \u00abTornate qui. Subito.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuno dei due si mosse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No\u00e8 alz\u00f2 il viso appena quanto bastava a gridare: \u00abNo! Noi vogliamo Elena! Noi vogliamo la mamma!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una macchina rallent\u00f2 all\u2019angolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019altra parte della strada si mossero delle tende.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quartiere, all\u2019improvviso, si ricord\u00f2 come si guarda davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo impallid\u00ec. Apr\u00ec la bocca, poi la richiuse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abRiccardo,\u00bb disse Elena, e la distanza formale cadde fuori dal suo nome. \u00abChe cosa \u00e8 successo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSono corsi dietro a te,\u00bb rispose lui. \u00abVittoria ha cercato di fermarli.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La schiena di Elena si irrigid\u00ec. \u00abHa messo le mani addosso ai bambini?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli occhi di Riccardo sfuggirono i suoi per una frazione di secondo. \u00abRosa \u00e8 intervenuta,\u00bb disse. \u00abC\u2019\u00e8 stata\u2026 una caduta.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDov\u2019\u00e8?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abDentro. Ho chiamato il 118. Stanno arrivando.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matteo riusc\u00ec infine a parlare. La voce gli usc\u00ec piccola, instabile. \u00abVittoria era arrabbiata,\u00bb disse. \u00abHa detto che ce ne andavamo. Tipo\u2026 oggi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No\u00e8 deglut\u00ec. \u00abHa detto \u201cSvizzera\u201d al telefono. Ha detto: \u201cQuando saranno via, finalmente potremo respirare.\u201d\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena sent\u00ec il petto riempirsi di ghiaccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva gi\u00e0 sentito quella parola. Collegio. Estero. Togliere di mezzo i bambini, eliminare il problema, chiamarlo ordine. Ma non aveva mai avuto prove. Lei, in quella casa, era solo il personale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo fissava i figli come se li stesse sentendo davvero per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSvizzera?\u00bb ripet\u00e9, e in quella sola parola Elena colse la crepa della comprensione. Qualcuno stava progettando un futuro senza i suoi figli, da mesi, mentre gli viveva accanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTu non lo sapevi,\u00bb disse Elena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il silenzio di lui rispose per intero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcosa cambi\u00f2 nel volto di Riccardo\u2014non rabbia, non ancora, ma il primo movimento doloroso di una consapevolezza tardiva. Guard\u00f2 i piedi nudi dei bambini, il sangue sulle loro mani, il modo in cui tremavano stretti a Elena invece di andare da lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abRestate qui,\u00bb disse. \u00abNon vi muovete.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abRiccardo\u2014Rosa\u2014\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMe ne occupo io,\u00bb rispose lui, e torn\u00f2 verso la casa cos\u00ec in fretta che il cancello vibr\u00f2 dietro di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I minuti successivi si fecero sottili come vetro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I bambini restarono stretti a Elena, respirando a piccoli strappi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abCi sono io,\u00bb sussurr\u00f2 lei, lisciando indietro i capelli di No\u00e8. \u00abNon vado da nessuna parte.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro casa le voci si alzarono\u2014prima ovattate, poi pi\u00f9 nette.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abTu non mi parli cos\u00ec!\u00bb scatt\u00f2 Vittoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi arriv\u00f2 la voce di Riccardo, pi\u00f9 bassa, pi\u00f9 fredda, e per questo molto pi\u00f9 pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHai toccato i miei figli.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Segu\u00ec un silenzio duro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcosa sbatt\u00e9 contro un mobile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un cassetto venne richiuso con violenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mente di Elena correva in tutte le direzioni: Vittoria che chiama il suo avvocato, che riscrive la storia, che incolpa i bambini, che incolpa lei. Donne come Vittoria non crollano con grazia. Riordinano il disastro e lo chiamano innocenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi la porta d\u2019ingresso si spalanc\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo usc\u00ec stringendo Vittoria per un braccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei era ancora perfetta per la macchina da presa\u2014abito crema, occhiali da sole, capelli lisci, nessun segno di panico visibile\u2014ma la maschera si era aperta. Guard\u00f2 i bambini con un disgusto aperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLasciami,\u00bb sibil\u00f2. \u00abStai esagerando.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abHai preparato i passaporti,\u00bb disse Riccardo, con voce piatta di incredulit\u00e0. \u00abHai prenotato i voli. Hai firmato i documenti per il trasferimento dei miei figli senza il mio consenso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bocca di Vittoria si indur\u00ec. \u00abEra un piano. Per noi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abPer te,\u00bb ribatt\u00e9 lui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trascin\u00f2 fino al cancello. \u00abHai cinque minuti per fare i bagagli. Poi sparisci.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lei lasci\u00f2 uscire una risata fragile. \u00abHai idea di chi sia mio padre?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSo perfettamente chi sei tu,\u00bb disse Riccardo. Si mise tra lei e i bambini. \u00abProva a dire un\u2019altra parola sui miei figli e chiamo personalmente la polizia. Poi chiedo un ordine urgente di protezione.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le parole caddero come un catenaccio che scatta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abStai scegliendo la servit\u00f9 invece di tua moglie,\u00bb sput\u00f2 lei, lanciando a Elena uno sguardo velenoso. \u00abLei? Davvero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abSto scegliendo i miei figli,\u00bb disse Riccardo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la prima volta, Vittoria sembr\u00f2 davvero scossa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un attimo affilato Elena credette che potesse lanciarsi contro qualcuno\u2014Riccardo, i bambini, forse perfino lei. Invece si liber\u00f2 di colpo e rientr\u00f2 in casa a grandi passi, i tacchi che colpivano la pietra come fendenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo si volt\u00f2 verso Matteo e No\u00e8 e, come se quel gesto gli costasse tutto, si inginocchi\u00f2 sul marciapiede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abMi dispiace,\u00bb disse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matteo lo guard\u00f2 come se quelle parole non appartenessero a suo padre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No\u00e8 invece strinse pi\u00f9 forte il grembiule di Elena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLa mandi via di nuovo?\u00bb domand\u00f2, con la voce che si rompeva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo alz\u00f2 lo sguardo su Elena, e lei vide la vergogna muoversi apertamente nei suoi occhi. \u00abNo,\u00bb disse. \u00abNon voglio che se ne vada.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gola di Elena bruci\u00f2 cos\u00ec forte che per un attimo non riusc\u00ec a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChi ha perso sangue?\u00bb chiese lui, pi\u00f9 rauco adesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abRosa,\u00bb rispose Elena. \u00ab\u00c8 caduta.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mascella di Riccardo si serr\u00f2. \u00abRosa \u00e8 cosciente,\u00bb disse. \u00abSi \u00e8 aperta la testa quando \u00e8 caduta. Il dispatcher mi ha detto che dal cuoio capelluto esce molto sangue, ma il 118 \u00e8 quasi qui.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena lasci\u00f2 uscire un respiro di cui non si era nemmeno accorta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sirena gir\u00f2 l\u2019angolo della via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla fine di un vialetto poco distante, una vicina fingeva di sistemare la posta mentre osservava tutto apertamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo continu\u00f2 a guardare i figli. \u00abVittoria oggi se ne va,\u00bb disse. \u00abNon si avviciner\u00e0 mai pi\u00f9 a loro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No\u00e8 alz\u00f2 finalmente il viso. \u00abNoi andiamo via?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo,\u00bb rispose Riccardo, e stavolta la voce gli si addolc\u00ec. \u00abRestate a casa. Restate al sicuro.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ambulanza si ferm\u00f2 davanti al cancello dei Morelli. Due soccorritori salirono di corsa il vialetto con la borsa del trauma, e Riccardo li indirizz\u00f2 verso la porta senza esitare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena abbass\u00f2 lo sguardo sulla valigia lasciata accanto al marciapiede, ancora l\u00ec ad aspettarla come un\u2019uscita gi\u00e0 scelta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo segu\u00ec il suo sguardo. Deglut\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abElena\u2026 resta,\u00bb disse. \u00abNon perch\u00e9 posso pagarla. Perch\u00e9 loro hanno bisogno di lei. E perch\u00e9 io ho bisogno di imparare a fare il padre senza nascondermi dietro i soldi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli occhi di Elena cominciarono a pungere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pens\u00f2 ai due corpicini tremanti nel corridoio la notte prima. Alla supplica sussurrata contro il suo grembiule.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ci lasciare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abAllora facciamo le cose per bene,\u00bb disse, costringendo ogni parola a restare salda. \u00abConfini chiari. Un vero piano di sicurezza. Terapia per loro. E anche per lei, se fa sul serio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo annu\u00ec una volta, con decisione. \u00abFaccio sul serio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Matteo allent\u00f2 la presa abbastanza da guardare il padre. \u00abSei arrabbiato con noi?\u00bb sussurr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volto di Riccardo si incrin\u00f2 per un istante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abNo,\u00bb disse. \u00abSono arrabbiato con me stesso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elena si chin\u00f2, riprese la maniglia della valigia e la fece rotolare di nuovo verso il cancello aperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non come una dipendente che torna al suo posto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come la persona di cui due bambini si fidavano abbastanza da lasciarsi riportare a casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Elena Marini trascin\u00f2 la valigia oltre il cancello dei Morelli imponendo a s\u00e9 stessa di non voltarsi. 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